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Il Parco dove si incontra una comunità

𝐄𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔

Il Parco dove si incontra una comunità
Una Tavolata per pranzare insieme e conoscere la bellezza del parco e delle sue relazioni

Da sempre pensiamo ai parchi come luoghi dove passeggiare, correre, respirare aria più pulita o stare un po’ lontani dal rumore della città. Tutto vero. Ma oggi sappiamo che un grande parco urbano è anche qualcosa di più: è un luogo dove una comunità si costruisce.

I sociologi li chiamano terzi luoghi: spazi che non sono né casa né lavoro, dove le persone si incontrano liberamente, senza dover essere clienti, soci o appartenere a una categoria. Luoghi in cui si crea fiducia, si intrecciano relazioni, si imparano, anche se a volte con fatica, il rispetto e la convivenza.

Ogni giorno, a Parco Nord Milano, questa comunità prende forma in modo naturale. Ci sono i gruppi che fanno attività fisica, chi pratica yoga o meditazione, le famiglie con i bambini, gli anziani che si ritrovano per una passeggiata, gli ortisti, i fotografi naturalisti, i volontari, gli studenti, gli appassionati di teatro, di natura, di lettura, di birdwatching. Persone diverse per età, provenienza, cultura, idee e abitudini.

E tutti convivono.

In un tempo in cui sembra sempre più facile dividersi, il Parco ci ricorda ogni giorno che è possibile condividere uno stesso spazio senza discriminare nessuno. Qui le differenze non sono un problema da risolvere, ma una ricchezza da custodire. Non perché siamo tutti uguali, ma perché impariamo a stare insieme rispettando ciò che ci rende diversi.

È questa, forse, una delle funzioni più importanti di un parco pubblico: non solo creare ossigeno, ma creare relazioni.

Per questo il 27 settembre vorremmo fare un gesto semplice, quasi antico: sederci tutti alla stessa tavola.

Davanti alla Cascina allestiremo una lunga tavolata condivisa. Ognuno porterà qualcosa da mangiare, magari una ricetta di famiglia, un sapore della propria terra, un dolce preparato in casa o semplicemente ciò che desidera condividere. Non sarà un pranzo organizzato, ma un pranzo costruito insieme.

Vorremmo che fosse anche un piccolo esempio di sostenibilità concreta. Per questo ci daremo un obiettivo ambizioso ma possibile: rifiuti zero. Inviteremo tutti a portare stoviglie riutilizzabili, borracce, contenitori e tovaglioli di stoffa, limitando il più possibile gli imballaggi usa e getta. Perché prendersi cura di una comunità significa anche prendersi cura del luogo che la ospita.

Condividere il cibo significa condividere storie, culture, esperienze e punti di vista. Significa trasformare uno spazio verde in una comunità viva.

Vi aspettiamo con un piatto, un sorriso e la voglia di conoscere qualcuno che ancora non conoscete.


Riccardo Gini – Direttore

Marzio Marzorati – Presidente

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