Il Parco non va in vacanza
Editoriale agosto 2026
Ad agosto molte attività della città rallentano. Gli uffici chiudono, i servizi si fermano, le persone partono. La natura, invece, non chiude mai. Gli alberi continuano a raffrescare l’aria, il suolo continua ad assorbire l’acqua, gli impollinatori svolgono il loro lavoro silenzioso, gli uccelli abitano i boschi e i prati. E migliaia di persone nel parco continuano a camminare, correre, leggere un libro all’ombra, incontrarsi, respirare.
In un’estate sempre più segnata dalle ondate di calore, condizione ormai ordinaria delle nostre estati, il cambiamento climatico non colpisce tutti allo stesso modo: è una questione di giustizia climatica.
Non tutti possono partire per le vacanze, non tutti hanno una seconda casa, un giardino o una piscina.
Per molte persone il Parco rappresenta l’unico luogo dove trovare un po’ di refrigerio, abbassare lo stress, fare attività fisica, stare insieme e recuperare benessere senza alcun costo.
È qui che emerge il valore più profondo dei parchi pubblici e delle aree protette: garantire un diritto. Il diritto ad accedere gratuitamente ai benefici che la natura produce ogni giorno.
Questi benefici hanno un nome: servizi ecosistemici. Sono il raffrescamento delle città durante le giornate più calde, la depurazione dell’aria, l’assorbimento della CO₂, la gestione delle acque piovane, la tutela della biodiversità, la riduzione del rumore, il sostegno alla salute fisica e mentale delle persone. Se dovessimo acquistare sul mercato tutti questi servizi, avrebbero un costo enorme. La natura, invece, li produce gratuitamente, purché venga tutelata e curata con competenza.
Per questo dei parchi non possiamo fare a meno perchè, oltre ad essere luoghi di svago, sono infrastrutture pubbliche essenziali, al pari delle reti idriche, dei trasporti e degli ospedali. Investire nei parchi significa investire nella salute, nella resilienza climatica e nella qualità della vita delle nostre comunità.
C’è poi un altro valore, meno misurabile ma altrettanto importante. In una città dove quasi ogni occasione di socialità passa attraverso un consumo, il Parco resta uno dei pochi spazi completamente liberi. Qui ci si incontra senza dover comprare un caffè, affittare un tavolo o pagare un biglietto. È uno spazio democratico, dove persone di età, culture e condizioni economiche diverse condividono lo stesso paesaggio e gli stessi diritti.
Ecco perchè il Parco Nord Milano non va in vacanza.
Perché mentre la città rallenta, la natura continua a prendersi cura di noi. E noi continuiamo a prenderci cura di lei, affinché questo patrimonio comune possa essere disponibile, ogni giorno dell’anno, per tutte e per tutti.
Riccardo Gini – Direttore
Marzio Marzorati – Presidente

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