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Testo unico in tema di esproprio

Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita’ – Decreto del Presidente della Repubblica – 8 giugno 2001, n. 327

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87, comma quinto, della Costituzione;

Visti gli articoli 14 e 16 della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto l’articolo 20, comma 8, della legge 1997, n. 97, nonche’ il numero 18 dell’allegato 1, richiamato nel medesimo comma;

Visto l’articolo 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, come modificato dall’articolo 1. comma 6, lettera e), della legge 24 novembre 2000, n. 340;

Visto l’articolo 7, comma 5, della legge 8 marzo 1999, n. 50, che ha consentito al Governo di demandare la redazione degli schemi di testi unici al Consiglio di Stato;

Visto il decreto legislativo recante testo unico delle disposizioni legislative in materia di espropriazione per pubblica utilita’;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica recante testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita’;

Acquisito il testo redatto dal Consiglio di Stato, come definito nella Adunanza Generale del 29 marzo 2001;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 4 aprile 2001;

Acquisito il parere della competente commissione della Camera dei Deputati e decorso inutilmente il termine per il rilascio del parere da parte della competente commissione del Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 31 maggio 2001;

Su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro per i lavori pubblici;

E m a n a
il seguente decreto:

Titolo I – oggetto ed ambito di applicazione del testo unico

Art. 1 (L)
O g g e t t o

1. Il presente testo unico disciplina l’espropriazione, anche a favore di privati, dei beni immobili o di diritti relativi ad immobili per l’esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilita’. (L)

2. Si considera opera pubblica o di pubblica utilita’ anche la realizzazione degli interventi necessari per l’utilizzazione da parte della collettivita’ di beni o di terreni, o di un loro insieme, di cui non e’ prevista la materiale modificazione o trasformazione. (L)

3. I principi desumibili dalle disposizioni legislative del presente testo unico costituiscono norme fondamentali di riforma economico-sociale. (L)

4. Le norme del presente testo unico non possono essere derogate, modificate o abrogate se non per dichiarazione espressa, con specifico riferimento a singole disposizioni. (L)

Art. 2 (L)
Principio di legalita’ dell’azione amministrativa

1. L’espropriazione dei beni immobili o di diritti relativi ad immobili di cui all’articolo 1 puo’ essere disposta nei soli casi previsti dalle leggi e dai regolamenti. (L)

2. I procedimenti di cui al presente testo unico si ispirano ai principi di economicita’, di efficacia, di efficienza, di pubblicita’ e di semplificazione dell’azione amministrativa. (L)

Art. 3 (L)
D e f i n i z i o n i

1. Ai fini del presente testo unico:
a) per “espropriato”, si intende il soggetto, pubblico o privato, titolare del diritto espropriato;
b) per “autorita’ espropriante”, si intende l’autorita’ amministrativa titolare del potere di espropriare e che cura il relativo procedimento, ovvero il concessionario di un’opera pubblica, al quale sia stato attribuito tale potere, in base ad una norma;
c) per “beneficiario dell’espropriazione”, si intende il soggetto, pubblico o privato, in cui favore e’ emesso il decreto di esproprio;
d) per “promotore dell’espropriazione”, si intende il soggetto, pubblico o privato, che chiede l’espropriazione. (L)

Art. 4 (L)
Beni non espropriabili o espropriabili in casi particolari

1. I beni appartenenti al demanio pubblico non possono essere espropriati fino a quando non ne viene pronunciata la sdemanializzazione. (L)

2. I beni appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato e degli altri enti pubblici possono essere espropriati per perseguire un interesse pubblico di rilievo superiore a quello soddisfatto con la precedente destinazione. (L)

3. I beni descritti dagli articoli 13, 14, 15 e 16 della legge 27 maggio 1929, n. 810, possono essere espropriati se vi e’ il previo accordo con la Santa Sede. (L)

4. Gli edifici aperti al culto possono essere espropriati per gravi ragioni previo accordo:
a) con la competente autorita’ ecclesiastica, se aperti al culto cattolico;
b) con l’Unione delle Chiese cristiane, se aperti al culto pubblico avventista;
c) con il presidente delle Assemblee di Dio in Italia, se aperti al culto pubblico delle chiese ad esse associate;
d) con l’Unione delle Comunita’ ebraiche italiane, se destinati all’esercizio pubblico del culto ebraico;
e) con l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia, se aperti al culto pubblico delle chiese che ne facciano parte;
f) con il Decano della Chiesa evangelica luterana in Italia con l’organo responsabile della comunita’ interessata, se aperti al culto della medesima Chiesa;
g) col rappresentante di ogni altra confessione religiosa, nei casi previsti dalla legge. (L)

5. Si applicano le regole sull’espropriazione dettate dal diritto internazionale generalmente riconosciuto e da trattati internazionali cui l’Italia aderisce. (L)

Art. 5 (L)
Ambito di applicazione nei confronti delle Regioni e delle Province autonome
di Trento e di Bolzano

1. Le Regioni a statuto ordinario esercitano la potesta’ legislativa concorrente, in ordine alle espropriazioni strumentali alle materie di propria competenza, nel rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale nonche’ dei principi generali dell’ordinamento giuridico desumibili dalle disposizioni contenute nel testo unico. (L)

2. Le Regioni a statuto speciale della Sicilia e del Trentino-Alto Adige, nonche’ le Province autonome di Trento e di Bolzano esercitano la propria potesta’ legislativa esclusiva in materia di espropriazione per pubblica utilita’ nel rispetto delle norme fondamentali di riforma economico-sociale e dei principi generali dell’ordinamento giuridico desumibili dalle disposizioni del testo unico. (L)

3. Le Regioni a statuto speciale della Sardegna, del Friuli-Venezia Giulia e della Valle d’Aosta esercitano la propria potesta’ legislativa concorrente in materia di espropriazione per pubblica utilita’ nel rispetto delle norme fondamentali di riforma economico-sociale, dei principi generali dell’ordinamento giuridico e dei principi fondamentali della legislazione statale, desumibili dalle disposizioni del testo unico. (L)

4. Le disposizioni del testo unico operano direttamente nei riguardi delle Regioni a statuto ordinario ed a statuto speciale fino a quando esse non si adeguano ai principi e alle norme fondamentali di riforma economico-sociale di cui al testo unico, nel rispetto dei termini previsti dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione. La Regione Trentino-Alto Adige e le province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione ai sensi degli articoli 4 e 8 dello statuto speciale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 67, e dell’articolo 2 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266. (L)

5. Nell’ambito delle funzioni amministrative trasferite o delegate dallo Stato alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi delle leggi vigenti rientrano anche quelle concernenti i procedimenti di espropriazione per pubblica utilita’ e quelli concernenti la materiale acquisizione delle aree. (L)

Art. 6 (L-R)
Regole generali sulla competenza

1. L’autorita’ competente alla realizzazione di un’opera pubblica o di pubblica utilita’ e’ anche competente all’emanazione degli atti del procedimento espropriativo che si renda necessario. (L)

2. Le amministrazioni statali, le regioni, le province, i comuni e gli altri enti pubblici individuano ed organizzano l’ufficio per le espropriazioni, ovvero attribuiscono i relativi poteri ad un ufficio gia’ esistente. (L)

3. Le Regioni a statuto speciale o a statuto ordinario e le Province autonome di Trento e di Bolzano emanano tutti gli atti dei procedimenti espropriativi strumentali alla cura degli interessi da esse gestiti, anche nel caso di delega di funzioni statali. (L)

4. Gli enti locali possono istituire un ufficio comune per le espropriazioni e possono costituirsi in consorzio o in un’altra forma associativa prevista dalla legge. (L)

5. All’ufficio per le espropriazioni e’ preposto un dirigente o, in sua mancanza, il dipendente con la qualifica piu’ elevata. (R)

6. Per ciascun procedimento, e’ designato un responsabile che dirige, coordina e cura tutte le operazioni e gli atti del procedimento, anche avvalendosi dell’ausilio di tecnici. (R)

7. Il dirigente dell’ufficio per le espropriazioni emana ogni provvedimento conclusivo del procedimento, anche se non predisposto dal responsabile del procedimento. (L)

8. Se l’opera pubblica o di pubblica utilita’ va realizzata da un concessionario, l’amministrazione concedente puo’ delegargli, in tutto o in parte, i propri poteri espropriativi, determinando chiaramente l’ambito della delega nella concessione, i cui estremi vanno specificati in ogni atto del procedimento espropriativo. (L)

Art. 7 (L)
Competenze particolari dei Comuni

1. Il Comune puo’ espropriare:
a) le aree inedificate e quelle su cui vi siano costruzioni in contrasto con la destinazione di zona o abbiano carattere provvisorio, a seguito dell’approvazione del piano regolatore generale, per consentirne l’ordinata attuazione nelle zone di espansione;
b) l’immobile al quale va incorporata un’area inserita in un piano particolareggiato e non utilizzata, quando il suo proprietario non intenda acquistarla o non comunichi le proprie determinazioni, entro il termine di sessanta giorni, decorrente dalla ricezione di un avviso del dirigente dell’ufficio per le espropriazioni;
c) gli immobili necessari per delimitare le aree fabbricabili e per attuare il piano regolatore, nel caso di mancato accordo tra i proprietari del comprensorio;
d) le aree inedificate e le costruzioni da trasformare secondo speciali prescrizioni, quando decorre inutilmente il termine, non inferiore a novanta giorni, fissato nell’atto determinativo della formazione del consorzio, notificato ai proprietari interessati. (L)

Titolo II – disposizioni generali

Capo I – Identificazione delle fasi che precedono il decreto d’esproprio

Art. 8 (L)
Le fasi del procedimento espropriativo

1. Il decreto di esproprio puo’ essere emanato qualora:
a) l’opera da realizzare sia prevista nello strumento urbanistico generale, o in un atto di natura ed efficacia equivalente, e sul bene da espropriare sia stato apposto il vincolo preordinato all’esproprio;
b) vi sia stata la dichiarazione di pubblica utilita’;
c) sia stata determinata, anche se in via provvisoria, l’indennita’ di esproprio. (L)

Capo II – La fase della sottoposizione del bene al vincolo preordinato all’esproprio

Art. 9 (L)
Vincoli derivanti da piani urbanistici

1. Un bene e’ sottoposto al vincolo preordinato all’esproprio quando diventa efficace l’atto di approvazione del piano urbanistico generale, ovvero una sua variante, che prevede la realizzazione di un’opera pubblica o di pubblica utilita’. (L)

2. Il vincolo preordinato all’esproprio ha la durata di cinque anni. Entro tale termine, puo’ essere emanato il provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilita’ dell’opera. (L)

3. Se non e’ tempestivamente dichiarata la pubblica utilita’ dell’opera, il vincolo preordinato all’esproprio decade e trova applicazione la disciplina dettata dall’articolo 9 del testo unico in materia edilizia approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 24 maggio 2001. (L)

4. Il vincolo preordinato all’esproprio, dopo la sua decadenza, puo’ essere motivatamente reiterato, con la rinnovazione dei procedimenti previsti nel comma 1 e tenendo conto delle esigenze di soddisfacimento degli standard. (L)

5. Nel corso dei cinque anni di durata del vincolo preordinato all’esproprio, il consiglio comunale puo’ motivatamente disporre che siano realizzate sul bene vincolato opere pubbliche o di pubblica utilita’ diverse da quelle originariamente previste nel piano urbanistico generale. In tal caso, se la Regione o l’ente da questa delegato all’approvazione del piano urbanistico generale non manifesta il proprio dissenso entro il termine di novanta giorni, decorrente dalla ricezione della delibera del consiglio comunale e della relativa completa documentazione, si intende approvata la determinazione del Consiglio comunale, che in una successiva seduta ne dispone l’efficacia. (L)

6. Salvo quanto previsto dal comma 6, nulla e’ innovato in ordine alla normativa statale o regionale sulla adozione e sulla approvazione degli strumenti urbanistici. (L)

Art. 10 (L)
Vincoli derivanti da atti diversi dai piani urbanistici generali

1. Se la realizzazione di un’opera pubblica o di pubblica utilita’ non e’ prevista dal piano urbanistico generale, il vincolo preordinato all’esproprio puo’ essere disposto, ove espressamente se ne dia atto, su iniziativa dell’amministazione competente all’approvazione del progetto, mediante una conferenza di servizi, un accordo di programma, una intesa ovvero un altro atto, anche di natura territoriale, che in base alla legislazione vigente comporti la variante al piano urbanistico e l’apposizione su un bene del vincolo preordinato all’esproprio. (L)

Art. 11 (L-R)
La partecipazione degli interessati

1. Al proprietario del bene sul quale si intende apporre il vincolo preordinato all’esproprio, che risulti dai registri catastali, va inviato l’avviso dell’avvio del procedimento:
a) nel caso di adozione di una variante al piano regolatore per la realizzazione di una singola opera pubblica, almeno venti giorni prima della delibera del consiglio comunale;
b) nei casi previsti dall’articolo 10, comma 1, almeno venti giorni prima dell’emanazione dell’atto se cio’ risulti compatibile con le esigenze di celerita’ del procedimento; (R)
c) nei casi previsti dall’articolo 12, comma 1, lettera c), l’avviso di avvio del procedimento e’ comunicato agli interessati alle singole opere previste dal progetto, dandone altresi’ pubblico avviso su uno o piu’ quotidiani a diffusione nazionale e locale. Gli interessati possono formulare entro i successivi trenta giorni osservazioni che vengono valutate dalla conferenza di servizi ai fini delle definitive determinazioni. (R)

2. Salvo quanto previsto dal comma 1, restano in vigore le disposizioni vigenti che regolano le modalita’ di partecipazione del proprietario dell’area e di altri interessati nelle fasi di adozione e di approvazione degli strumenti urbanistici. (L)

3. Qualora il vincolo preordinato all’esproprio sorga dall’inserimento dell’opera pubblica nel programma dei lavori, al proprietario dell’area va inviato l’avviso dell’avvio del procedimento di approvazione del medesimo programma. (R)

Capo III – La fase della dichiarazione di pubblica utilita’

Sezione I – Disposizioni sul procedimento

Art. 12 (L-R)
Gli atti che comportano la dichiarazione di pubblica utilita’

1. Se l’opera e’ conforme alle previsioni dello strumento urbanistico, ad una sua variante o ad uno degli atti indicati all’articolo 10, comma 1, la dichiarazione di pubblica utilita’ si intende disposta:
a) quando e’ approvato il progetto definivo dell’opera pubblica o di pubblica utilita’, il piano particolareggiato, il piano di lottizzazione, il piano di recupero, il piano di ricostruzione, il piano delle aree da destinare a insediamenti produttivi, ovvero quando e’ approvato il piano di zona;
b) in ogni caso, quando in base alla normativa vigente equivale a dichiarazione di pubblica utilita’ l’approvazione di uno strumento urbanistico, anche di settore o attuativo, ovvero il rilascio di una concessione, di una autorizzazione o di un atto avente effetti equivalenti; (L)
c) a seguito dell’approvazione del progetto concernente reti ferroviarie da parte della conferenza di servizi di cui agli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modifiche ed integrazioni, relativamente alle opere previste dal progetto stesso cosi’ come risultanti dalle prescrizioni adottate dalla conferenza e dalle successive varianti di natura strettamente tecnica di cui all’articolo 25, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modifiche ed integrazioni, non comportanti variazioni di tracciato al di fuori delle zone di rispetto previste ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 753. (R)

Art. 13 (L)
Contenuto ed effetti dell’atto che comporta la dichiarazione di pubblica utilita’

1. Il provvedimento che dispone la pubblica utilita’ dell’opera puo’ essere emanato fino a quando non sia decaduto il vincolo preordinato all’esproprio. (L)

2. Gli effetti della dichiarazione di pubblica utilita’ si producono anche se non sono espressamente indicati nel provvedimento che la dispone. (L)

3. Nel provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilita’ dell’opera puo’ essere stabilito il termine entro il quale il decreto di esproprio va eseguito. (L)

4. Se manca l’espressa determinazione del termine di cui al comma 3, il decreto di esproprio puo’ essere eseguito entro il termine di cinque anni, decorrente dalla data in cui diventa efficace l’atto che dichiara la pubblica utilita’ dell’opera. (L)

5. L’autorita’ che ha dichiarato la pubblica utilita’ dell’opera puo’ disporre la proroga dei termini previsti dai commi 3 e 4 per casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni. La proroga puo’ essere disposta, anche d’ufficio, prima della scadenza del termine e per un periodo di tempo che non supera i due anni. (L)

6. La scadenza del termine entro il quale puo’ essere emanato il decreto di esproprio determina l’inefficacia della dichiarazione di pubblica utilita’. (L)

7. Restano in vigore le disposizioni che consentono l’esecuzione delle previsioni dei piani territoriali o urbanistici, anche di settore o attuativi, entro termini maggiori di quelli previsti nel comma 4. (L)

8. Qualora il vincolo preordinato all’esproprio riguardi immobili da non sottoporre a trasformazione fisica, la dichiarazione di pubblica utilita’ ha luogo mediante l’adozione di un provvedimento di destinazione ad uso pubblico dell’immobile vincolato, con cui sono indicate le finalita’ dell’intervento, i tempi previsti per eventuali lavori di manutenzione, nonche’ i relativi costi previsti. (L)

Art. 14 (L-R)
Istituzione degli elenchi degli atti che dichiarano la pubblica utilita’

1. L’autorita’ che emana uno degli atti previsti dall’articolo 12, comma 1, ovvero esegue un decreto di espropriazione, ne trasmette una copia al Ministero dei lavori pubblici, per le opere di competenza statale, e al presidente della Regione, per le opere di competenza regionale. (L)

2. Con decreto del Ministro dei lavori pubblici ovvero del presidente della Regione, rispettivamente per le opere di competenza statale o regionale, sono indicati gli uffici competenti all’aggiornamento degli elenchi degli atti da cui deriva la dichiarazione di pubblica utilita’ ovvero con cui e’ disposta l’espropriazione, distinti in relazione alle diverse amministrazioni che li hanno adottati. (L)

3. L’autorita’ espropriante comunica all’ufficio di cui al comma 1:
a) quale sia lo stato del procedimento d’esproprio, almeno sei mesi e non oltre tre mesi prima della data di scadenza degli effetti della dichiarazione di pubblica utilita’;
b) se sia stato eseguito entro il prescritto termine il decreto d’esproprio ovvero se il medesimo termine sia inutilmente scaduto;
c) se siano stati impugnati gli atti di adozione e di approvazione del piano urbanistico generale, il programma dei lavori, l’atto che dichiara la pubblica utilita’ dell’opera o il decreto di esproprio. (R)

Sezione II – Disposizioni particolari sulla approvazione del progetto definitivo dell’opera

Art. 15 (L-R)
Disposizioni sulla redazione del progetto

1. Per le operazioni planimetriche e le altre operazioni preparatorie necessarie per la redazione dello strumento urbanistico generale, di una sua variante o di un atto avente efficacia equivalente nonche’ per l’attuazione delle previsioni urbanistiche e per la progettazione di opere pubbliche e di pubblica utilita’, i tecnici incaricati, anche privati, possano essere autorizzati ad introdursi nell’area interessata. (L)

2. Chiunque chieda il rilascio della autorizzazione deve darne notizia, mediante atto notificato con le forme degli atti processuali civili o lettera raccomandata con avviso di ricevimento, al proprietario del bene, cosi’ come risulta dai registri catastali, nonche’ al suo possessore, se risulti conosciuto. L’autorita’ espropriante tiene conto delle eventuali osservazioni, formulate dal proprietario o dal possessore entro sette giorni dalla relativa notifica o comunicazione, e puo’ accogliere la richiesta solo se risultano trascorsi almeno ulteriori dieci giorni dalla data in cui e’ stata notificata o comunicata la richiesta di introdursi nella altrui proprieta’. (R)

3. L’autorizzazione indica i nomi delle persone che possono introdursi nell’altrui proprieta’ ed e’ notificata o comunicata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento almeno sette giorni prima dell’inizio delle operazioni. (R)

4. Il proprietario e il possessore del bene possono assistere alle operazioni, anche mediante persone di loro fiducia. (R)

5. In caso di progetti relativi a tracciati ferroviari, l’autorizzazione di cui al comma 1 e’ rilasciata entro trenta giorni dall’approvazione del progetto ai sensi dell’articolo 12 e si estende alle ricerche archeologiche, alla bonifica da ordigni bellici e alla bonifica dei siti inquinati. (L)

Art. 16 (L-R)
Le modalita’ che precedono l’approvazione del progetto definitivo

1. Il soggetto, anche privato, diverso da quello titolare del potere di approvazione del progetto di un’opera pubblica o di pubblica utilita’, puo’ promuovere l’adozione dell’atto che dichiara la pubblica utilita’ dell’opera. A tal fine, egli deposita presso l’ufficio per le espropriazioni il progetto dell’opera, unitamente ai documenti ritenuti rilevanti e ad una relazione sommaria, la quale indichi la natura e lo scopo delle opere da eseguire, nonche’ agli eventuali nulla osta, alle autorizzazioni o agli altri atti di assenso, previsti dalla normativa vigente. (L)

2. In ogni caso, lo schema dell’atto di approvazione del progetto deve descrivere i terreni e gli edifici di cui e’ prevista l’espropriazione, con l’indicazione dell’estensione e dei confini, nonche’, possibilmente, dei dati identificativi catastali e con il nome ed il cognome dei proprietari iscritti nei registri catastali. (R)

3. L’autorizzazione rilasciata ai sensi dell’articolo 15 consente anche l’effettuazione delle operazioni previste dal comma 2. (R)

4. Al proprietario dell’area ove e’ prevista la realizzazione dell’opera e’ inviato l’avviso dell’avvio del procedimento ed e’ trasmesso lo schema dell’atto di approvazione del progetto unitamente ad una relazione, dalla quale risultino:
a) la natura e lo scopo dell’opera da eseguirsi o dell’intervento da realizzare,
b) la spesa presunta;
c) i dati dell’area, come risultanti dalle mappe catastali, nonche’ quelli delle aree di cui e’ prevista l’espropriazione;
d) i nominativi degli altri proprietari delle aree oggetto del medesimo procedimento, ove essi risultino;
e) l’indicazione del responsabile del procedimento. (R)

5. Se la comunicazione prevista dal comma 4 non ha luogo per irreperibilita’ o assenza del proprietario risultante dai registri catastali, il progetto puo’ essere ugualmente approvato. (R)

6. Se risulta la morte del proprietario iscritto nei registri catastali e non risulta il proprietario attuale, la comunicazione di cui al comma 4 e’ sostituita da un avviso, affisso per venti giorni consecutivi nell’ufficio per le espropriazioni e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale o nel Bollettino ufficiale della Regione nel cui territorio si trova il bene. (R)

7. L’amministrazione non e’ tenuta a dare alcuna comunicazione a chi non risulti proprietario del bene. (R)

8. Il proprietario e ogni altro interessato possono formulare osservazioni al responsabile del procedimento, fino a quando non sia disposta l’approvazione del progetto. (R)

9. Nei casi previsti dall’articolo 12, comma 1, il proprietario dell’area, nel formulare le proprie osservazioni, puo’ chiedere che l’espropriazione riguardi anche le frazioni residue dei suoi beni che non siano state prese in considerazione, qualora per esse risulti una disagevole utilizzazione ovvero siano necessari considerevoli lavori per disporne una agevole utilizzazione. (R)

10. L’amministrazione si pronuncia sulle osservazioni, con atto motivato. Se l’accoglimento in tutto o in parte delle osservazioni comporta la modifica dello schema del progetto con pregiudizio di un altro proprietario che non abbia presentato osservazioni, sono ripetute nei suoi confronti le comunicazioni previste dal comma 4. (R)

11. Se le osservazioni riguardano solo una parte agevolmente separabile dell’opera, l’amministrazione puo’ approvare per la restante parte il progetto, in attesa delle determinazioni sulle osservazioni. (R)

12. Qualora nel corso dei lavori si manifesti la necessita’ o l’opportunita’ di espropriare altri terreni o altri edifici, attigui a quelli gia’ espropriati, con atto motivato l’amministrazione integra il provvedimento con cui e’ stato approvato il progetto. Si applicano le disposizioni dei precedenti commi. (L)

Art. 17 (L-R)
L’approvazione del progetto definitivo

1. Il provvedimento che approva il progetto definitivo:
a) indica gli estremi degli atti da cui e’ sorto il vincolo preordinato all’esproprio;
b) comporta la dichiarazione di pubblica utilita’ dell’opera, se non sono necessari concerti, intese, nulla osta, autorizzazioni o altri atti di assenso, comunque denominati, mentre, se essi sono necessari, comporta la dichiarazione di pubblica utilita’ dalla data in cui l’amministrazione che ha approvato il progetto da’ atto della avvenuta acquisizione degli atti di assenso. (L)

2. La dichiarazione di pubblica utilita’ si intende disposta anche quando e’ approvato il progetto definitivo dell’opera con uno degli atti previsti dall’articolo 10, comma 1. (L)

3. Mediante raccomandata con avviso di ricevimento o altra forma di comunicazione equipollente, al proprietario e’ data notizia della data in cui e’ diventato efficace l’atto che ha approvato il progetto definitivo e si segnala che puo’ essere presa visione della relativa documentazione. Al proprietario e’ contestualmente comunicato che puo’ fornire ogni utile elemento per determinare il valore da attribuire all’area ai fini della liquidazione della indennita’ di esproprio. (R)

Sezione III – Disposizioni sull’approvazione di un progetto di un’opera non conforme
alle previsioni urbanistiche.

Art. 18 (L)
Disposizioni applicabili per le operazioni preliminari alla progettazione

1. Le disposizioni contenute negli articoli 16 e 17 si applicano anche quando un soggetto pubblico o privato intende redigere un progetto di opera pubblica o di pubblica utilita’ non conforme alle previsioni urbanistiche. (L)

Art. 19 (L)
L’approvazione del progetto

1. Quando l’opera da realizzare non risulta conforme alle previsioni urbanistiche, l’approvazione del progetto definitivo da parte del Consiglio comunale costituisce adozione della variante allo strumento urbanistico. (L)

2. Se l’opera non e’ di competenza comunale, l’atto di approvazione del progetto esecutivo da parte della autorita’ competente e’ trasmesso al Consiglio comunale, che puo’ disporre l’adozione della corrispondente variante allo strumento urbanistico. (L)

3. Il vincolo preordinato all’esproprio si intende apposto quando diventa efficace la delibera di approvazione della variante al piano urbanistico generale, ovvero uno degli accordi o degli atti indicati all’articolo 10, comma 1, con cui e’ approvato il progetto definitivo. (L)

4. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, se la Regione o l’ente da questa delegato all’approvazione del piano urbanistico comunale non manifesta il proprio dissenso entro il termine di novanta giorni, decorrente dalla ricezione della delibera del consiglio comunale e della relativa completa documentazione, si intende approvata la determinazione del Consiglio comunale, che in una successiva seduta ne dispone l’efficacia. (L)

Capo IV – La fase di emanazione del decreto di esproprio

Sezione I – Del modo di determinare l’indennita’ di espropriazione

Art. 20 (L-R)
La determinazione provvisoria dell’indennita’ di espropriazione

1. Divenuto efficace l’atto che dichiara la pubblica utilita’, entro i successivi tenta giorni il promotore dell’epropriazione compila l’elenco dei beni da espropriare, con una descrizione sommaria, e dei relativi proprietari, ed indica le somme che offre per le loro espropriazioni. L’elenco va notificato a ciascun proprietario, nella parte che lo riguarda, con le forme degli atti processuali civili. Gli interessati nei successivi trenta giorni possono presentare osservazioni scritte e depositare documenti. (L)

2. Ove lo ritenga opportuno in considerazione dei dati acquisiti e compatibile con le esigenze di celerita’ del procedimento, l’autorita’ espropriante invita il proprietario e, se del caso, il beneficiario dell’espropriazione a precisare, entro un termine non superiore a venti giorni ed eventualmente anche in base ad una relazione esplicativa, quale sia il valore da attribuire all’area ai fini della determinazione della indennita’ di esproprio. (R)

3. Valutate le osservazioni degli interessati, l’autorita’ espropriante, anche avvalendosi degli uffici degli enti locali, dell’ufficio tecnico erariale o della commissione provinciale prevista dall’articolo 41, che intenda consultare, prima di emanare il decreto di esproprio accerta il valore dell’area e determina in via provvisoria la misura della indennita’ di espropriazione. (R)

4. L’atto che determina in via provvisoria la misura della indennita’ di espropriazione e’ notificato al proprietario con le forme degli atti processuali civili e al beneficiario dell’esproprio, se diverso dall’autorita’ procedente. (R)

5. Nei trenta giorni successivi alla notificazione, il proprietario puo’ comunicare all’autorita’ espropriante che condivide la determinazione della indennita’ di espropriazione. La relativa dichiarazione e’ irrevocabile. (R)

6. Il proprietario puo’ limitarsi a designare un tecnico di propria fiducia, al fine dell’applicazione dell’articolo 21, comma 2. (R)

7. Qualora abbia condiviso la determinazione della indennita’ di espropriazione e abbia dichiarato l’assenza di diritti dei terzi sul bene, al proprietario va corrisposta la somma entro il termine di sessanta giorni, decorrente dalla comunicazione prevista dal comma 5 e dal deposito, da parte del proprietario presso l’ufficio per le espropriazioni, della documentazione comprovante la piena e libera proprieta’ del bene. Decorso tale termine, al proprietario sono dovuti anche gli interessi, nella misura del tasso legale. (R)

8. Il beneficiario dell’esproprio ed il proprietario sono tenuti a concludere l’accordo di cessione del bene qualora sia stata condivisa la determinazione della indennita’ di espropriazione. Nel caso in cui il proprietario percepisca la somma e si rifiuti di concludere l’accordo di cessione, puo’ essere emesso senza altre formalita’ il decreto di esproprio, che da’ atto di tali circostanze, e puo’ esservi l’immissione in possesso, salve le conseguenze risarcitorie dell’ingiustificato rifiuto di addivenire alla stipula. (L)

9. L’accordo di cessione volontaria e’ trascritto entro quindici giorni presso l’ufficio dei registri immobiliari, a cura e a spese dell’acquirente. (L)

10. Decorsi inutilmente trenta giorni dalla notificazione di cui al comma 4, si intende non concordata la determinazione dell’indennita’ di espropriazione. L’autorita’ competente ad emanare il decreto di esproprio dispone il deposito della somma, ridotta del quaranta per cento se l’area e’ edificabile, presso la Cassa depositi e prestiti, entro trenta giorni. (R)

Art. 21 (R)
Procedimento di determinazione definitiva dell’indennita’ di espropriazione

1. L’autorita’ espropriante forma l’elenco dei proprietari che non hanno concordato la determinazione della indennita’ di espropriazione. (R)

2. Se manca l’accordo sulla determinazione dell’indennita’ di espropriazione, l’autorita’ espropriante invita il proprietario interessato, con atto notificato a mezzo di ufficiale giudiziario, a comunicare entro i successivi venti giorni se intenda avvalersi, per la determinazione dell’indennita’, del procedimento previsto nei seguenti commi. (R)

3. Nel caso di comunicazione positiva del proprietario, l’autorita’ espropriante nomina due tecnici, tra cui quello eventualmente gia’ designato dal proprietario, e fissa il termine entro il quale va presentata la relazione da cui si evinca la stima del bene. Il termine non puo’ essere superiore a novanta giorni, decorrente dalla data in cui e’ nominato il terzo tecnico, ma e’ prorogabile per effettive e comprovate difficolta’. (R)

4. Il presidente del tribunale civile, nella cui circoscrizione si trova il bene da stimare, nomina il terzo tecnico, su istanza di chi vi abbia interesse. (R)

5. Il presidente del tribunale civile sceglie il terzo tecnico tra i professori universitari, anche associati, di estimo, ovvero tra coloro che risultano inseriti nell’albo dei periti o dei consulenti tecnici del tribunale civile nella cui circoscrizione si trova il bene. (R)

6. Le spese per la nomina dei tecnici:
a) sono liquidate dall’autorita’ espropriante, in base alle tariffe professionali;
b) sono poste a carico del proprietario se la stima e’ inferiore alla somma determinata in via provvisoria, sono divise per meta’ tra il beneficiario dell’esproprio e l’espropriato se la differenza con la somma determinata in via provvisoria non supera il decimo e, negli altri casi, sono poste a carico del beneficiario dell’esproprio. (R)

7. I tecnici comunicano agli interessati il luogo, la data e l’ora delle operazioni, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o strumento telematico, almeno sette giorni prima della data stabilita. (R)

8. Gli interessati possono assistere alle operazioni anche tramite persone di loro fiducia, formulare osservazioni orali e presentare memorie scritte e documenti, di cui i tecnici tengono conto. (R)

9. L’opposizione contro la nomina dei tecnici non impedisce o ritarda le operazioni, salvo il diritto di contestare in sede giurisdizionale la nomina e le operazioni peritali. (R)

10. La relazione dei tecnici e’ depositata presso l’autorita’ espropriante, che ne da’ notizia agli interessati mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, avvertendoli che possono prenderne visione ed estrarne copia entro i successivi trenta giorni. (R)

11. Decorso il termine di cui al comma 10, l’autorita’ espropriante autorizza il pagamento dell’indennita’ ovvero ne ordina il deposito presso la Cassa depositi e prestiti, per conto del proprietario. (R)

12. Il proprietario ha il diritto di chiedere che la somma depositata o da depositare sia impiegata in titoli del debito pubblico. (R)

13. Salve le disposizioni del testo unico, si applicano le norme del codice di procedura civile per quanto riguarda le operazioni peritali e le relative relazioni. (R)

14. Qualora il proprietario non abbia dato la tempestiva comunicazione di cui al comma 2, l’autorita’ espropriante chiede la determinazione dell’indennita’ alla commissione prevista dall’articolo 41. (R)

Art. 22 (L-R)
Determinazione urgente dell’indennita’ provvisoria

1. In caso di particolare urgenza, tale da non consentire l’applicazione delle disposizioni dell’articolo 20, il decreto di esproprio puo’ essere emanato ed eseguito in base alla determinazione urgente della indennita’ di espropriazione, senza particolari indagini o formalita’. Nel decreto si da’ atto della determinazione urgente dell’indennita’ e si invita il proprietario, nei trenta giorni successivi alla immissione in possesso, a comunicare se la condivide. (R)

2. Ricevuta dall’espropriato la comunicazione di cui al comma 1 e la documentazione comprovante la piena e libera disponibilita’ del bene, l’autorita’ espropriante dispone il pagamento dell’indennita’ di espropriazione nel termine di sessanta giorni, senza applicare la riduzione del quaranta per cento di cui all’articolo 37, comma 1. Decorso tale termine al proprietario sono dovuti gli interessi nella misura del tasso legale. (L)

3. Se non condivide la determinazione della misura della indennita’ di espropriazione, entro il termine previsto dal comma 1 l’espropriato puo’ chiedere la nomina dei tecnici, ai sensi dell’articolo 21 e, se non condivide la relazione finale, puo’ proporre l’opposizione alla stima. (R)

4. In assenza della istanza del proprietario, l’autorita’ espropriante chiede la determinazione dell’indennita’ alla commissione provinciale prevista dall’articolo 41, che provvede entro il termine di trenta giorni, e da’ comunicazione della medesima determinazione al proprietario, con avviso notificato con le forme degli atti processuali civili. (R)

Sezione II – Del decreto di esproprio

Art. 23 (L-R)
Contenuto ed effetti del decreto di esproprio

1. Il decreto di esproprio:
a) e’ emanato entro il termine di scadenza dell’efficacia della dichiarazione di pubblica utilita’;
b) indica gli estremi degli atti da cui e’ sorto il vincolo preordinato all’esproprio e del provvedimento che ha approvato il progetto dell’opera;
c) indica quale sia l’indennita’ determinata in via provvisoria o urgente e precisa se essa sia stata accettata dal proprietario e successivamente corrisposta, ovvero se essa sia stata depositata presso la Cassa depositi e prestiti;
d) da’ atto della eventuale nomina dei tecnici incaricati di determinare in via definitiva l’indennita’ di espropriazione, precisando se essa sia stata accettata dal proprietario o successivamente corrisposta, ovvero se essa sia stata depositata presso la Cassa depositi e prestiti;
e) da’ atto della eventuale sussistenza dei presupposti previsti dall’articolo 22, comma 1, e della determinazione urgente della indennita’ provvisoria;
f) dispone il passaggio del diritto di proprieta’, o del diritto oggetto dell’espropriazione, sotto la condizione sospensiva che il medesimo decreto sia successivamente notificato ed eseguito;
g) e’ notificato al proprietario nelle forme degli atti processuali civili, con un avviso contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora in cui e’ prevista l’esecuzione del decreto di espropriazione, almeno sette giorni prima di essa;
h) e’ eseguito mediante l’immissione in possesso del beneficiario dell’esproprio. con la redazione del verbale di cui all’articolo 24. (L)

2. Il decreto di esproprio e’ trascritto senza indugio presso l’ufficio dei registri immobiliari. (L)

3. La notifica del decreto di esproprio puo’ avere luogo contestualmente alla sua esecuzione. Qualora vi sia l’opposizione del proprietario o del possessore del bene, nel verbale si da’ atto dell’opposizione e le operazioni di immissione in possesso possono essere differite di dieci giorni. (L)

4. Le operazioni di trascrizione e di voltura nel catasto e nei libri censuari hanno luogo senza indugio, a cura e a spese del beneficiario dell’esproprio. (R)

5. Un estratto del decreto di esproprio e’ trasmesso entro cinque giorni per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica o nel Bollettino Ufficiale della Regione nel cui territorio si trova il bene. L’opposizione del terzo e’ proponibile entro i trenta giorni successivi alla pubblicazione dell’estratto. Decorso tale termine in assenza di impugnazioni, anche per il terzo l’indennita’ resta fissata nella somma depositata. (L)

Art. 24 (L-R)
Esecuzione del decreto di esproprio

1. L’esecuzione del decreto di esproprio ha luogo per iniziativa dell’autorita’ espropriante o del suo beneficiario, con il verbale di immissione in possesso, entro il termine perentorio di due anni. (L)

2. Lo stato di consistenza del bene puo’ essere compilato anche successivamente alla redazione del verbale di immissione in possesso, senza ritardo e prima che sia mutato lo stato dei luoghi. (L)

3. Lo stato di consistenza e il verbale di immissione sono redatti in contraddittorio con l’espropriato o, nel caso di assenza o di rifiuto, con la presenza di almeno due testimoni che non siano dipendenti del beneficiario dell’espropriazione. Possono partecipare alle operazioni i titolari di diritti reali o personali sul bene. (L)

4. Si intende effettuata l’immissione in possesso anche quando, malgrado la redazione del relativo verbale, il bene continua ad essere utilizzato, per qualsiasi ragione, da chi in precedenza ne aveva la disponibilita’. (L)

5. L’autorita’ espropriante, in calce al decreto di esproprio, indica la data in cui e’ avvenuta l’immissione in possesso e trasmette copia del relativo verbale all’ufficio per i registri immobiliari, per la relativa annotazione. (R)

6. L’autorita’ che ha eseguito il decreto di esproprio ne da’ comunicazione all’ufficio istituito ai sensi dell’articolo 14, comma 1. (R)

7. Decorso il termine previsto nel comma 1, entro i successivi tre anni puo’ essere emanato un ulteriore atto che comporta la dichiarazione di pubblica utilita’. (L)

Art. 25 (L)
Effetti dell’espropriazione per i terzi

1. L’espropriazione del diritto di proprieta’ comporta l’estinzione automatica di tutti gli altri diritti, reali o personali, gravanti sul bene espropriato, salvo quelli compatibili con i fini cui l’espropriazione e’ preordinata. (L)

2. Le azioni reali e personali esperibili sul bene espropriando non incidono sul procedimento espropriativo e sugli effetti del decreto di esproprio. (L)

3. Dopo la trascrizione del decreto di esproprio, tutti i diritti relativi al bene espropriato possono essere fatti valere unicamente sull’indennita’. (L)

4. A seguito dell’esecuzione del decreto di esproprio, il Prefetto convoca tempestivamente, e comunque non oltre dieci giorni dalla richiesta, il soggetto proponente e i soggetti gestori di servizi pubblici titolari del potere di autorizzazione e di concessione di attraversamento, per la definizione degli spostamenti concernenti i servizi interferenti e delle relative modalita’ tecniche. Il soggetto proponente, qualora i lavori di modifica non siano stati avviati entro sessanta giorni, puo’ provvedervi direttamente, attenendosi alle modalita’ tecniche eventualmente definite ai sensi del presente comma. (L)

Capo V – Il pagamento dell’indennita’ di esproprio

Sezione I – Disposizioni generali

Art. 26 (R)
Pagamento o deposito dell’indennita’ provvisoria

1. Trascorso il termine di trenta giorni dalla notificazione dell’atto determinativo dell’indennita’ provvisoria, l’autorita’ espropriante ordina che il promotore dell’espropriazione effettui il pagamento delle indennita’ che siano state accettate, ovvero il deposito delle altre indennita’ presso la Cassa depositi e prestiti. (R)

2. L’autorita’ espropriante ordina il pagamento diretto dell’indennita’ al proprietario, qualora questi abbia assunto ogni responsabilita’ in ordine ad eventuali diritti dei terzi, e puo’ disporre che sia prestata una idonea garanzia entro un termine all’uopo stabilito. (R)

3. Se il bene e’ gravato di ipoteca, al proprietario e’ corrisposta l’indennita’ previa esibizione di una dichiarazione del titolare del diritto di ipoteca, con firma autenticata, che autorizza la riscossione della somma. (R)

4. Se il bene e’ gravato da altri diritti reali, ovvero se sono presentate opposizioni al pagamento della indennita’, in assenza di accordo sulle modalita’ della sua riscossione, il beneficiario dell’espropriazione deposita la somma presso la Cassa depositi e prestiti. In tal caso, l’effettivo pagamento ha luogo in conformita’ alla pronuncia dell’autorita’ giudiziaria, adita su domanda di chi vi abbia interesse. (R)

5. Qualora manchino diritti dei terzi sul bene, il proprietario puo’ in qualunque momento percepire la somma depositata, con riserva di chiedere in sede giurisdizionale l’importo effettivamente spettante. (R)

6. La Cassa depositi e prestiti provvede al pagamento delle somme ricevute a titolo di indennita’ di espropriazione e in relazione alle quali non vi sono opposizioni di terzi, quando il proprietario produca una dichiarazione in cui assume ogni responsabilita’ in relazione ad eventuali diritti dei terzi. (R)

7. Dei provvedimenti di cui ai commi 1 e 2 e’ data immediata notizia al terzo che risulti titolare di un diritto ed e’ curata la pubblicazione, per estratto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica o nel Bollettino Ufficiale della Regione nel cui territorio si trova il bene. (R)

8. Il provvedimento dell’autorita’ espropriante diventa esecutivo col decorso di trenta giorni dal compimento delle relative formalita’, se non e’ proposta dai terzi l’opposizione per l’ammontare dell’indennita’ o per la garanzia. (R)

9. Se e’ proposta una tempestiva opposizione, l’autorita’ espropriante dispone il deposito delle indennita’ accettate o convenute presso la Cassa depositi e prestiti. (R)

10. Il promotore dell’espropriazione esegue il pagamento dell’indennita’ accettata o determinata dai tecnici, entro il termine di sessanta giorni, decorrente dalla comunicazione del decreto che ha ordinato il pagamento, salvo il caso in cui egli abbia proposto, entro lo stesso termine, l’opposizione alla stima definitiva della indennita’. (R)

11. In seguito alla presentazione, da parte del promotore dell’espropriazione, degli atti comprovanti l’eseguito deposito o pagamento dell’indennita’ di espropriazione, l’autorita’ espropriante emette senz’altro il decreto di esproprio. (R)

Art. 27 (R)
Pagamento o deposito definitivo dell’indennita’ a seguito della perizia di stima

1. La relazione di stima e’ depositata dai tecnici presso l’ufficio per le espropriazioni. L’autorita’ espropriante da’ notizia dell’avvenuto deposito mediante raccomandata con avviso di ricevimento e segnala la facolta’ di prenderne visione ed estrarne copia. (R)

2. Decorsi trenta giorni dalla comunicazione del deposito, l’autorita’ espropriante, in base alla relazione peritale e previa liquidazione e pagamento delle spese della perizia, su proposta del responsabile del procedimento autorizza il pagamento dell’indennita’, ovvero ne ordina il deposito presso la Cassa depositi e prestiti. (R)

3. In seguito alla presentazione, da parte del promotore dell’espropriazione, degli arti comprovanti l’eseguito deposito o pagamento dell’indennita’ di espropriazione, l’autorita’ espropriante emette senz’altro il decreto di esproprio. (R)

Art. 28 (R)
Pagamento definitivo della indennita’

1. L’autorita’ espropriante autorizza il pagamento della somma depositata al proprietario od agli aventi diritto, qualora sia divenuta definitiva rispetto a tutti la determinazione dell’indennita’ di espropriazione, ovvero non sia stata tempestivamente notificata l’opposizione al pagamento o sia stato concluso tra tutte le parti interessate l’accordo per la distribuzione dell’indennita’. (R)

2. L’autorizzazione e’ disposta su istanza delle parti interessate, su proposta del responsabile del procedimento successiva alla audizione delle parti, da cui risulti anche la mancata notifica di opposizioni di terzi. (R)

3. Unitamente all’istanza, vanno depositati:
a) un certificato dei registri immobiliari, da cui risulta che non vi sono trascrizioni o iscrizioni di diritti o di azioni di terzi;
b) un attestato del promotore dell’espropriazione, da cui risulti che non gli sono state notificate opposizioni di terzi. (R)

Art. 29 (L)
Pagamento dell’indennita’ a seguito di procedimento giurisdizionale

1. Qualora esistano diritti reali sul fondo espropriato o vi siano opposizioni al pagamento, ovvero le parti non si siano accordate sulla distribuzione, il pagamento delle indennita’ agli aventi diritto e’ disposto dall’autorita’ giudiziaria, su domanda di chi ne abbia interesse. (L)

Sezione II – Pagamento dell’indennita’ a incapaci a enti e associazioni

Art. 30 (R)
Regola generale

1. Se il bene da espropriare appartiene ad un minore, ad un interdetto, ad un assente, ad un ente o ad una associazione che non abbia la libera facolta’ di alienare immobili, gli atti del procedimento non richiedono alcuna particolare autorizzazione. (R)

Art. 31 (R)
Disposizioni sulla indennita’

1. I tutori e gli altri amministratori dei soggetti indicati nell’articolo precedente devono chiedere l’approvazione del tribunale civile per la determinazione consensuale o per l’accettazione dell’indennita’ offerta dal promotore dell’espropriazione, ovvero per la conclusione dell’accordo di cessione. (R)

2. Se lo Stato o un altro ente pubblico e’ titolare del bene, si applicano le disposizioni riguardanti la transazione. (R)

3. Le somme depositate per le indennita’ di beni espropriati spettanti ad un minore, ad un interdetto, ad un assente, ad un ente o ad una associazione che non abbia la libera facolta’ di alienare immobili, non possono essere riscosse dal tutore o dagli altri amministratori, salvo che siano impiegate con le formalita’ prescritte dalle leggi civili. (R)

4. Non occorre alcuna approvazione per accettare l’indennita’ determinata dai tecnici ai sensi dell’articolo 21 o per la conversione delle indennita’ in titoli del debito pubblico. (R)

Capo VI – Dell’entita’ dell’indennita’ di espropriazione

Sezione I – Disposizioni generali

Art. 32 (L)
Determinazione del valore del bene

1. Salvi gli specifici criteri previsti dalla legge, l’indennita’ di espropriazione e’ determinata sulla base delle caratteristiche del bene al momento dell’accordo di cessione o alla data dell’emanazione del decreto di esproprio, valutando l’incidenza dei vincoli di qualsiasi natura non aventi natura espropriativa e senza considerare gli effetti del vincolo preordinato all’esproprio e quelli connessi alla realizzazione dell’eventuale opera prevista, anche nel caso di espropriazione di un diritto diverso da quello di proprieta’ o di imposizione di una servitu’. (L)

2. Il valore del bene e’ determinato senza tenere conto delle costruzioni, delle piantagioni e delle migliorie, qualora risulti, avuto riguardo al tempo in cui furono fatte e ad altre circostanze, che esse siano state realizzate allo scopo di conseguire una maggiore indennita’. Si considerano realizzate allo scopo di conseguire una maggiore indennita’, le costruzioni, le piantagioni e le migliorie che siano state intraprese sui fondi soggetti ad esproprio dopo la comunicazione dell’avvio del procedimento. (L)

3. Il proprietario, a sue spese, puo’ asportare dal bene i materiali e tutto cio’ che puo’ essere tolto senza pregiudizio dell’opera da realizzare. (L)

Art. 33 (L)
Espropriazione parziale di un bene unitario

1. Nel caso di esproprio parziale di un bene unitario, il valore della parte espropriata e’ determinato tenendo conto della relativa diminuzione di valore. (L)

2. Se dall’esecuzione dell’opera deriva un vantaggio immediato e speciale alla parte non espropriata del bene, dalla somma relativa al valore della parte espropriata e’ detratto l’importo corrispondente al medesimo vantaggio. (L)

3. Non si applica la riduzione di cui al comma 2, qualora essa risulti superiore ad un quarto della indennita’ dovuta ed il proprietario abbandoni l’intero bene. L’espropriante puo’ non accettare l’abbandono, qualora corrisponda una somma non inferiore ai tre quarti dell’indennita’ dovuta. In ogni caso l’indennita’ dovuta dall’espropriante non puo’ essere inferiore alla meta’ di quella che gli spetterebbe ai sensi del comma 1. (L)

Art. 34 (L)
Soggetti aventi titolo all’indennita’

1. L’indennita’ di esproprio spetta al proprietario del bene da espropriare ovvero all’enfiteuta, se ne sia anche possessore. (L)

2. Dopo la trascrizione del decreto di esproprio o dell’accordo di cessione, tutti i diritti relativi al bene espropriato possono essere fatti valere esclusivamente sull’indennita’. (L)

3. L’espropriante non e’ tenuto ad intervenire nelle controversie fra il proprietario e l’enfiteuta e non sopporta aumenti di spesa a causa del riparto tra di loro dell’indennita’. (L)

4. Salvo quanto previsto dall’articolo 42, il titolare di un diritto reale o personale sul bene non ha diritto ad una indennita’ aggiuntiva, puo’ far valere il suo diritto sull’indennita’ di esproprio e puo’ proporre l’opposizione alla stima, ovvero intervenire nel giudizio promosso dal proprietario. (L)

Art. 35 (L)
Regime fiscale

1. Si applica l’articolo 81, comma 1, lettera b), ultima parte, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato col decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, qualora sia corrisposta a chi non eserciti una impresa commerciale una somma a titolo di indennita’ di esproprio, ovvero di corrispettivo di cessione volontaria o di risarcimento del danno per acquisizione coattiva, di un terreno ove sia stata realizzata un’opera pubblica, un intervento di edilizia residenziale pubblica o una infrastruttura urbana all’interno delle zone omogenee di tipo A, B, C e D, come definite dagli strumenti urbanistici (L).

2. Il soggetto che corrisponde la somma opera la ritenuta nella misura del venti per cento, a titolo di imposta. Con la dichiarazione dei redditi, il contribuente puo’ optare per la tassazione ordinaria, col computo della ritenuta a titolo di acconto. (L)

3. Le disposizioni del comma 2 si applicano anche quando il pagamento avvenga a seguito di un pignoramento presso terzi e della conseguente ordinanza di assegnazione. (L)

4. Le modalita’ di adempimento degli obblighi previsti nei commi precedenti sono disciplinate con regolamento del Ministro delle finanze. (L)

5. Si applica l’articolo 28, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, per il versamento della ritenuta, per gli obblighi della dichiarazione e per le sanzioni da irrogare. (L)

6. Gli interessi percepiti per il ritardato pagamento della somma di cui al comma 1 e l’indennita’ di occupazione costituiscono reddito imponibile e concorrono alla formazione dei redditi diversi. (L)

Sezione II – Opere private di pubblica utilita’

Art. 36 (L)
Determinazione dell’indennita’ nel caso di esproprio per la realizzazione di opere private che non consistano in abitazioni dell’edilizia residenziale pubblica.

1. Se l’espropriazione e’ finalizzata alla realizzazione di opere private di pubblica utilita’, che non rientrino nell’ambito dell’edilizia residenziale pubblica, convenzionata, agevolata o comunque denominata, l’indennita’ di esproprio e’ determinata nella misura corrispondente al valore venale del bene e non si applicano le disposizioni contenute nelle sezioni seguenti. (L)

Sezione III – Determinazione dell’indennita’ nel caso di esproprio di un’area edificabile o legittimamente edificata.

Art. 37 (L)
Determinazione dell’indennita’ nel caso di esproprio di un’area edificabile

1. L’indennita’ di espropriazione di un’area edificabile e’ determinata nella misura pari all’importo, diviso per due e ridotto nella misura del quaranta per cento, pari alla somma del valore venale del bene e del reddito dominicale netto, rivalutato ai sensi degli articoli 24 e seguenti del decreto legislativo 22 dicembre 1986, n. 917, e moltiplicato per dieci. (L)

2. La riduzione di cui al comma 1 non si applica se sia stato concluso l’accordo di cessione o se esso non sia stato concluso per fatto non imputabile all’espropriato o perche’ a questi sia stata offerta una indennita’ provvisoria che, attualizzata, risulti inferiore agli otto decimi di quella determinata in via definitiva. (L)

3. Ai soli fini dell’applicabilita’ delle disposizioni della presente sezione, si considerano le possibilita’ legali ed effettive di edificazione, esistenti al momento dell’emanazione del decreto di esproprio o dell’accordo di cessione. In ogni caso si esclude il rilievo di costruzioni realizzate abusivamente. (L)

4. Salva la disposizione dell’articolo 32, comma 1, non sussistono le possibilita’ legali di edificazione quando l’area e’ sottoposta ad un vincolo di inedificabilita’ assoluta in base alla normativa statale o regionale o alle previsioni di qualsiasi atto di programmazione o di pianificazione del territorio, ivi compresi il piano paesistico, il piano del parco, il piano di bacino, il piano regolatore generale, il programma di fabbricazione, il piano attuativo di iniziativa pubblica o privata, anche per una parte limitata del territorio comunale per finalita’ di edilizia residenziale o di investimenti produttivi, ovvero in base ad un qualsiasi altro piano o provvedimento che abbia precluso il rilascio di atti, comunque denominati, abilitativi della realizzazione di edifici o manufatti di natura privata. (L)

5. I criteri e i requisiti per valutare l’edificabilita’ di fatto dell’area sono definiti con regolamento da emanare con decreto del Ministro dei lavori pubblici. (L)

6. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 5, si verifica se sussistano le possibilita’ effettive di edificazione, valutando le caratteristiche oggettive dell’area. (L)

7. L’indennita’ e’ ridotta ad un importo pari al valore indicato nell’ultima dichiarazione o denuncia presentata dall’espropriato ai fini dell’imposta comunale sugli immobili prima della determinazione formale dell’indennita’ nei modi stabiliti dall’articolo 20, comma 3, e dall’articolo 22, comma 1, qualora il valore dichiarato risulti contrastante con la normativa vigente ed inferiore all’indennita’ di espropriazione come determinata in base ai commi precedenti. (L)

8. Se per il bene negli ultimi cinque anni e’ stata pagata dall’espropriato o dal suo dante causa un’imposta in misura maggiore dell’imposta da pagare sull’indennita’, la differenza e’ corrisposta dall’espropriante all’espropriato. (L)

9. Qualora l’area edificabile sia utilizzata a scopi agricoli, spetta al proprietario coltivatore diretto una indennita’ pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticato. La stessa indennita’ spetta al fittavolo, al mezzadro o al compartecipante che, per effetto della procedura, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte il fondo direttamente coltivato, da almeno un anno, col lavoro proprio e di quello dei familiari. (L)

Art. 38 (L)
Determinazione dell’indennita’ nel caso di esproprio di un’area
legittimamente edificata

1. Nel caso di espropriazione di una costruzione legittimamente edificata, l’indennita’ e’ determinata nella misura pari al valore venale. (L)

2. Qualora la costruzione sia stata realizzata in assenza della concessione edilizia o della autorizzazione paesistica, ovvero in difformita’ l’indennita’ e’ calcolata tenendo conto della sola area di sedime in base all’articolo 37. (L)

Art. 39 (L-R)
Indennita’ dovuta in caso di incidenza di previsioni
urbanistiche su particolari aree comprese in zone edificabili.

1. In attesa di una organica risistemazione della materia, nel caso di reiterazione di un vincolo preordinato all’esproprio o di un vincolo sostanzialmente espropriativo e’ dovuta al proprietario una indennita’, commisurata all’entita’ del danno effettivamente prodotto. (L)

2. Qualora non sia prevista la corresponsione dell’indennita’ negli atti che determinano gli effetti di cui al comma 1, l’autorita’ che ha disposto la reiterazione del vincolo e’ tenuta a liquidare l’indennita’, entro il termine di due mesi dalla data in cui abbia ricevuto la documentata domanda di pagamento ed a corrisponderla entro i successivi trenta giorni, decorsi i quali sono dovuti anche gli interessi legali. (R)

3. Con atto di citazione innanzi alla corte d’appello nel cui distretto si trova l’area, il proprietario puo’ impugnare la stima effettuata dall’autorita’. L’opposizione va proposta, a pena di decadenza, entro il termine di trenta giorni, decorrente dalla notifica dell’atto di stima. (L)

4. Decorso il termine di due mesi, previsto dal comma 2, il proprietario puo’ chiedere alla corte d’appello di determinare l’indennita’. (L)

5. Dell’indennita’ liquidata ai sensi dei commi precedenti non si tiene conto se l’area e’ successivamente espropriata. (L)

Sezione IV – Determinazione dell’indennita’ nel caso di esproprio di un’area non edificabile

Art. 40 (L)
Disposizioni generali

1. Nel caso di esproprio di un’area non edificabile, l’indennita’ e’ determinata in base al criterio del valore agricolo, tenendo conto delle colture effettivamente praticate sul fondo e del valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati, anche in relazione all’esercizio dell’azienda agricola, senza valutare la possibile o l’effettiva utilizzazione diversa da quella agricola. (L)

2. Se l’area non e’ effettivamente coltivata, l’indennita’ e’ commisurata al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura prevalente nella zona fondo e del valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati. (L)

3. Il criterio di cui al comma 2 si applica anche per la determinazione dell’indennita’ provvisoria. (L)

4. Al proprietario coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale spetta un’indennita’ aggiuntiva, determinata in misura pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticata. (L)

5. Nei casi previsti dai commi precedenti, l’indennita’ e’ aumentata delle somme pagate dall’espropriato per qualsiasi imposta relativa all’ultimo trasferimento dell’immobile. (L)

Art. 41 (L-R)
Commissione competente alla determinazione del valore agricolo

1. In ogni provincia, la Regione istituisce una commissione composta:
a) dal presidente della Provincia, o da un suo delegato, che la presiede;
b) dall’ingegnere capo dell’ufficio tecnico erariale, o da un suo delegato;
c) dall’ingegnere capo del genio civile, o da un suo delegato;
d) dal presidente dell’Istituto autonomo delle case popolari della provincia, o da un suo delegato;
e) da due esperti in materia urbanistica ed edilizia, nominati dalla regione;
f) da tre esperti in materia di agricoltura e di foreste, nominati dalla regione su terne proposte dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative. (L)

2. La Regione puo’ nominare altri componenti e disporre la formazione di sottocommissioni, aventi la medesima composizione della commissione prevista dal comma 1. (L)

3. La commissione ha sede presso l’ufficio tecnico erariale. Il dirigente dell’Ufficio distrettuale delle imposte cura la costituzione della segreteria della commissione ed all’assegnazione del personale necessario. (R)

4. Nell’ambito delle singole regioni agrarie, delimitate secondo l’ultima pubblicazione ufficiale dell’Istituto centrale di statistica, entro il 31 gennaio di ogni anno la commissione determina il valore agricolo medio, nel precedente anno solare, dei terreni, considerati non oggetto di contratto agrari, secondo i tipi di coltura effettivamente praticati. (R)

Art. 42 (L)
Indennita’ aggiuntive

1. Spetta una indennita’ aggiuntiva al fittavolo, al mezzadro o al compartecipante che, per effetto della procedura espropriativa o della cessione volontaria, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte l’area direttamente coltivata da almeno un anno prima della data in cui vi e’ stata la dichiarazione di pubblica utilita’. (L)

2. L’indennita’ aggiuntiva e’ pari a quella spettante al proprietario ed e’ corrisposta a seguito di una dichiarazione dell’interessato e di un riscontro della effettiva sussistenza dei relativi presupposti. (L)

Capo VII – Conseguenze della utilizzazione di un bene per scopi di interesse pubblico, in assenza del valido provvedimento ablatorio.

Art. 43 (L)
Utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico

1. Valutati gli interessi in conflitto, l’autorita’ che utilizza un bene immobile per scopi di interesse pubblico, modificato in assenza del valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilita’, puo’ disporre che esso vada acquisito al suo patrimonio indisponibile e che al proprietario vadano risarciti i danni. (L)

2. L’atto di acquisizione:
a) puo’ essere emanato anche quando sia stato annullato l’atto da cui sia sorto il vincolo preordinato all’esproprio, l’atto che abbia dichiarato la pubblica utilita’ di un’opera o il decreto di esproprio;
b) da’ atto delle circostanze che hanno condotto alla indebita utilizzazione dell’area, indicando, ove risulti, la data dalla quale essa si e’ verificata;
c) determina la misura del risarcimento del danno e ne dispone il pagamento, entro il termine di trenta giorni, senza pregiudizio per l’eventuale azione gia’ proposta;
d) e’ notificato al proprietario nelle forme degli atti processuali civili;
e) comporta il passaggio del diritto di proprieta’;
f) e’ trascritto senza indugio presso l’ufficio dei registri immobiliari;
g) e’ trasmesso all’ufficio istituito ai sensi dell’articolo 14, comma 2. (L)

3. Qualora sia impugnato uno dei provvedimenti indicati nei commi 1 e 2 ovvero sia esercitata una azione volta alla restituzione di un bene utilizzato per scopi di interesse pubblico, l’amministrazione che ne ha interesse o chi utilizza il bene puo’ chiedere che il giudice amministrativo, nel caso di fondatezza del ricorso o della domanda, disponga la condanna al risarcimento del danno, con esclusione della restituzione del bene senza limiti di tempo. (L)

4. Qualora il giudice amministrativo abbia escluso la restituzione del bene senza limiti di tempo ed abbia disposto la condanna al risarcimento del danno, l’autorita’ che ha disposto l’occupazione dell’area emana l’atto di acquisizione, dando atto dell’avvenuto risarcimento del danno. Il decreto e’ trascritto nei registri immobiliari, a cura e spese della medesima autorita’. (L)

5. Le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano, in quanto compatibili, anche quando un terreno sia stato utilizzato per finalita’ di edilizia residenziale pubblica, agevolata e convenzionata, nonche’ quando sia imposta una servitu’ di diritto privato o di diritto pubblico ed il bene continui ad essere utilizzato dal proprietario o dal titolare di un altro diritto reale. (L)

6. Salvi i casi in cui la legge disponga altrimenti, nei casi previsti nei precedenti commi il risarcimento del danno e’ determinato:
a) nella misura corrispondente al valore del bene utilizzato per scopi di pubblica utilita’ e, se l’occupazione riguarda un terreno edificabile, sulla base delle disposizioni dell’articolo 37, commi 3, 4, 5, 6 e 7;
b) col computo degli interessi moratori, a decorrere dal giorno in cui il terreno sia stato occupato senza titolo. (L)

Capo VIII – Indennita’ dovuta al titolare del bene non espropriato

Art. 44 (L)
Indennita’ per l’imposizione di servitu’

1. E’ dovuta una indennita’ al proprietario del fondo che, dalla esecuzione dell’opera pubblica o di pubblica utilita’, sia gravato da una servitu’ o subisca una permanente diminuzione di valore per la perdita o la ridotta possibilita’ di esercizio del diritto di proprieta’. (L)

2. L’indennita’ e’ calcolata senza tenere conto del pregiudizio derivante dalla perdita di una utilita’ economica cui il proprietario non ha diritto. (L)

3. L’indennita’ e’ dovuta anche se il trasferimento della proprieta’ sia avvenuto per effetto dell’accordo di cessione o nei casi previsti dall’articolo 43. (L)

4. Le disposizioni dei commi precedenti non si applicano per le servitu’ disciplinate da leggi speciali. (L)

5. Non e’ dovuta alcuna indennita’ se la servitu’ puo’ essere conservata o trasferita senza grave incomodo del fondo dominante o di quello servente. In tal caso l’espropriante, se non effettua direttamente le opere, rimborsa le spese necessarie per la loro esecuzione. (L)

6. L’indennita’ puo’ anche essere concordata fra gli interessati prima o durante la realizzazione dell’opera e delle relative misure di contenimento del danno. (L)

Capo IX – La cessione volontaria

Art. 45 (L)
Disposizioni generali

1. Fin da quando e’ dichiarata la pubblica utilita’ dell’opera e fino alla data in cui e’ eseguito il decreto di esproprio, il proprietario ha il diritto di concludere col soggetto beneficiario dell’espropriazione un accordo di cessione del bene o della sua quota di proprieta’. (L)

2. Il corrispettivo dell’accordo di cessione:
a) se riguarda un’area edificabile, e’ calcolato ai sensi dell’articolo 36, senza la riduzione del quaranta per cento;
b) se riguarda una costruzione legittimamente edificata, e’ calcolato nella misura venale del bene;
c) se riguarda un’area non edificabile, e’ calcolato aumentando del cinquanta per cento l’importo dovuto ai sensi dell’articolo 40, commi 1 e 2;
d) se riguarda un’area non edificabile, coltivata direttamente dal proprietario, e’ calcolato moltiplicando per tre l’importo dovuto ai sensi dell’articolo 40, comma 1. (L)

3. L’accordo di cessione produce gli effetti del decreto di esproprio e non li perde se l’acquirente non corrisponde la somma entro il termine concordato. (L)

4. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del capo X. (L)

Capo X – La retrocessione

Art. 46 (L)
La retrocessione totale

1. Se l’opera pubblica o di pubblica utilita’ non e’ stata realizzata o cominciata entro il termine di dieci anni, decorrente dalla data in cui e’ stato eseguito il decreto di esproprio, ovvero se risulta anche in epoca anteriore l’impossibilita’ della sua esecuzione, l’espropriato puo’ chiedere che sia accertata la decadenza della dichiarazione di pubblica utilita’ e che siano disposti la restituzione del bene espropriato e il pagamento di una somma a titolo di indennita’. (L)

2. Dall’avvio dei lavori di cui al comma 1 decorre il termine di validita’ di cinque anni dell’autorizzazione prevista dall’articolo 16 del regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357. (L)

Art. 47 (L-R)
La retrocessione parziale

1. Quando e’ stata realizzata l’opera pubblica o di pubblica utilita’, l’espropriato puo’ chiedere la restituzione della parte del bene, gia’ di sua proprieta’, che non sia stata utilizzata. In tal caso, il soggetto beneficiario della espropriazione, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, trasmessa al proprietario ed al Comune nel cui territorio si trova il bene, indica i beni che non servono all’esecuzione dell’opera pubblica o di pubblica utilita’ e che possono essere ritrasferiti nonche’ il relativo corrispettivo. (L)

2. Entro i tre mesi successivi, l’espropriato invia copia della sua originaria istanza all’autorita’ che ha emesso il decreto di esproprio e provvede al pagamento della somma, entro i successivi trenta giorni. (R)

3. Se non vi e’ l’indicazione dei beni, l’espropriato puo’ chiedere all’autorita’ che ha emesso il decreto di esproprio di determinare la parte del bene espropriato che non serve piu’ per la realizzazione dell’opera pubblica o di pubblica utilita’. (L)

Art. 48 (L)
Disposizioni comuni per la retrocessione totale e per quella parziale

1. Il corrispettivo della retrocessione, se non e’ concordato dalle parti, e’ determinato dall’ufficio tecnico erariale o dalla commissione provinciale prevista dall’articolo 41, su istanza di chi vi abbia interesse, sulla base dei criteri applicati per la determinazione dell’indennita’ di esproprio e con riguardo al momento del ritrasferimento. (L)

2. Avverso la stima, e’ proponibile opposizione alla corte d’appello nel cui distretto si trova il bene espropriato. (L)

3. Per le aree comprese nel suo territorio e non utilizzate per realizzare le opere oggetto della dichiarazione di pubblica utilita’, il Comune puo’ esercitare il diritto di prelazione, entro il termine di centottanta giorni, decorrente dalla data in cui gli e’ notificato l’accordo delle parti, contenente con precisione i dati identificativi dell’area e il corrispettivo, ovvero entro il termine di sessanta giorni, decorrente dalla notifica dell’atto che ha determinato il corrispettivo. Le aree cosi’ acquisite fanno parte del patrimonio indisponibile. (L)

Capo XI – L’occupazione temporanea

Art. 49 (L-R)
L’occupazione temporanea di aree non soggette ad esproprio

1. L’autorita’ espropriante puo’ disporre l’occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo anche individuate ai sensi dell’articolo 12, se cio’ risulti necessario per la corretta esecuzione dei lavori previsti. (L)

2. Al proprietario del fondo e’ notificato, nelle forme degli atti processuali civili, un avviso contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora in cui e’ prevista l’esecuzione dell’ordinanza che dispone l’occupazione temporanea. (L)

3. Al momento della immissione in possesso, e’ redatto il verbale sullo stato di consistenza dei luoghi. (L)

4. Il verbale e’ redatto in contraddittorio con il proprietario o, nel caso di assenza o di rifiuto, con la presenza di almeno due testimoni che non siano dipendenti del soggetto espropriante. Possono partecipare alle operazioni il possessore e i titolari di diritti reali o personali sul bene da occupare. (R)

5. Le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano, in quanto compatibili, nel caso di frane, alluvioni, rottura di argini e in ogni altro caso in cui si utilizzano beni altrui per urgenti ragioni di pubblica utilita’. (L)

Art. 50 (L-R)
Indennita’ per l’occupazione

1. Nel caso di occupazione di un area, e’ dovuta al proprietario una indennita’ per ogni anno pari ad un dodicesimo di quanto sarebbe dovuto nel caso di esproprio dell’area e, per ogni mese o frazione di mese, una indennita’ pari ad un dodicesimo di quella annua. (L)

2. Se manca l’accordo, su istanza di chi vi abbia interesse la commissione provinciale prevista dall’articolo 41 determina l’indennita’ e ne da’ comunicazione al proprietario, con atto notificato con le forme degli atti processuali civili. (R)

3. Contro la determinazione della commissione, e’ proponibile l’opposizione alla stima. Si applicano le disposizioni dell’articolo 54, in quanto compatibili. (L)

Titolo III – disposizioni particolari

Art. 51 (L-R)
L’espropriazione per opere militari

1. Il Ministero della difesa dichiara la pubblica utilita’ delle opere destinate alla difesa militare ed individua i beni da espropriare. (L)

2. L’elenco dei proprietari dei beni da espropriare e delle indennita’ da corrispondere e’ trasmesso al Sindaco nel cui territorio essi si trovano. (R)

3. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni previste dal titolo II. (L)

4. Nulla e’ innovato in ordine alla disciplina sulle servitu’ militari. (L)

Art. 52 (L)
L’espropriazione di beni culturali

1. Nei casi di espropriazione per fini strumentali e per interesse archeologico, previsti dagli articoli 92, 93 e 94 del testo unico approvato con il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, si applicano in quanto compatibili le disposizioni del presente testo unico. (L)

Titolo IV – disposizioni sulla tutela giurisdizionale

Art. 53 (L)
Disposizioni processuali

1. Sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie aventi per oggetto gli atti, i provvedimenti, gli accordi e i comportamenti delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti ad esse equiparati, conseguenti alla applicazione delle disposizioni del testo unico. (L)

2. Si applicano le disposizioni dell’articolo 23-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, come introdotto dall’articolo 4 della legge 21 luglio 2000, n. 205, per i giudizi aventi per oggetto i provvedimenti relativi alle procedure di occupazione e di espropriazione delle aree destinate all’esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilita’. (L)

3. Resta ferma la giurisdizione del giudice ordinario per le controversie riguardanti la determinazione e la corresponsione delle indennita’ in conseguenza dell’adozione di atti di natura espropriativa o ablativa. (L)

Art. 54 (L)
Opposizioni alla stima

1. Decorsi trenta giorni dalla comunicazione prevista dall’articolo 27, comma 2, il proprietario espropriato, il promotore dell’espropriazione o il terzo che ne abbia interesse puo’ impugnare innanzi alla corte d’appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, gli atti dei procedimenti di nomina dei periti e di determinazione dell’indennita’, la stima fatta dai tecnici, la liquidazione delle spese di stima e comunque puo’ chiedere la determinazione giudiziale dell’indennita’. (L)

2. L’opposizione di cui al comma 1 va proposta, a pena di decadenza, entro il termine di trenta giorni, decorrente dalla notifica del decreto di esproprio o dalla notifica della stima peritale, se quest’ultima sia successiva al decreto di esproprio. (L)

3. L’opposizione alla stima e’ proposta con atto di citazione notificato all’autorita’ espropriante, al promotore dell’espropriazione e, se del caso, al beneficiario dell’espropriazione, se attore e’ il proprietario del bene, ovvero notificato all’autorita’ espropriante e al proprietario del bene, se attore e’ il promotore dell’espropriazione. (L)

4. L’atto di citazione va notificato anche al concessionario dell’opera pubblica, se a questi sia stato affidato il pagamento dell’indennita’. (L)

5. Trascorso il termine per la proposizione dell’opposizione alla stima, l’indennita’ e’ fissata definitivamente nella somma risultante dalla perizia. (L)

Titolo V – norme finali e transitorie

Art. 55 (L)
Occupazioni senza titolo, anteriori al 30 settembre 1996

1. Nel caso di utilizzazione di un suolo edificabile per scopi di pubblica utilita’, in assenza del valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilita’ alla data del 30 settembre 1996, ai fini della determinazione del risarcimento del danno si applicano i criteri previsti dall’articolo 43, con esclusione della riduzione del quaranta per cento e con l’incremento dell’importo nella misura del dieci per cento. (L)

2. Il comma 1 si applica anche ai giudizi pendenti alla data del 1° gennaio 1997. (L)

Art. 56 (L)
Disposizioni sulla determinazione dell’indennita’ di espropriazione

1. Il soggetto gia’ espropriato alla data dell’entrata in vigore della legge 8 agosto 1992, n. 359, puo’ accettare l’indennita’ provvisoria con esclusione della riduzione del quaranta per cento, di cui all’articolo 37, se alla stessa data risultava ancora contestabile la determinazione dell’indennita’ di esproprio. (L)

Art. 57 (L)
Ambito di applicazione della normativa sulle diverse fasi del procedimento

1. Le disposizioni del presente testo unico si applicano anche se e’ stato gia’ apposto su un bene un vincolo preordinato all’esproprio, ovvero se gia’ vi e’ stata la dichiarazione di pubblica utilita’ dell’opera, per le fasi procedimentali non ancora concluse. (L)

2. Restano in vigore le disposizioni regionali che attribuiscono ad autorita’ diverse dal presidente della Regione la competenza ad adottare atti del procedimento espropriativo. (L)

Art. 58 (L)
Abrogazione di norme

omissis

Art. 59
Entrata in vigore del testo unico

1. Le disposizioni del presente testo unico entrano in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2002.

    mercoledì 28, Agosto 2019
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