Tutela dell’avifauna dell’area disboscata

Parco Nord Milano ha richiesto un’analisi ornitologica per tutelare la fauna del bosco

 

Su esplicita richiesta di Parco Nord Milano, MM spa ha commissionato un’analisi naturalistica per studiare gli aspetti ornitologici dell’area boschiva interessata dalla realizzazione della vasca di laminazione del torrente Seveso.

Lo studio naturalistico è stato richiesto con lo scopo di censire l’avifauna che nidifica nel bosco, individuare eventuali specie rare o protette e definire le modalità adeguate per procedere al disboscamento al fine di tutelare la popolazione ornitica coinvolta. Il taglio degli alberi presenti nell’area è purtroppo inevitabile a causa della realizzazione dell’opera pubblica e attraverso l’analisi svolta dall’esperto naturalista dr. Armando Gariboldi, sono stati considerati una serie di criteri volti a tutelare le specie presenti.

L’area interessata al taglio

L’area che vedrà la realizzazione della vasca interessa una superficie complessiva boscata di cinque ettari (49.079mq) di cui ne saranno eliminati tre (30862mq). I quattro nuclei boschivi presenti sono formazioni forestali recenti di origine antropogenica e le specie vegetali presenti sono composte principalmente da robinie, carpini, olmi, noccioli, biancospini e rovi mentre non sono presenti alberi monumentali.

Esclusione della presenza di specie rare o pregiate

Secondo lo studio del dr. Gariboldi, il bosco attualmente offre spazi per comunità di piccoli Passeriformi tipici di parchi e giardini. In questi boschi sono rari alberi sufficientemente maturi per ospitare specie di maggiore importanza ecologica come picchi e allocchi, mentre il sottobosco troppo rado o troppo denso risulta essere poco adatto per molte specie che solitamente frequentano questi strati della vegetazione. Dallo studio emerge inoltre che le specie ad attività canora costante e più marcata sono la Capinera ed il Merlo; non sono invece presenti specie di interesse che rientrano nelle tutele delle direttive europee. Come specificato nella relazione «il quadro ornitologico complessivo ha evidenziato come quest’area presenti un popolamento non parti- colarmente abbondante e diversificato, senza valenze di rilievo. Le uniche di un certo interesse naturalistico (Assiolo e Sparviere) non hanno presentato evidenze di nidificazione e probabilmente frequentano il sito soprattutto per attività trofica e di rifugio».

Rispetto del ciclo riproduttivo e delle nidificazioni

La relazione ornitologica, in merito ai cicli riproduttivi e alle nidificazioni dell’avifauna presente, ha anche definito le modalità di eliminazione delle alberature in termini di spazi e tempistiche da seguire.
Lo studio ha utilizzato una delle specie più abbondanti del Parco, la Capinera (che è tra le specie che prosegue a riprodursi anche ad estate inoltrata), come specie-indicatrice per capire quando poter cominciare i tagli riducendo al minimo gli impatti sull’avifauna nidificante.

Dallo studio ornitologico infatti, è emerso che «essendo la Capinera la specie più tardiva a riprodursi in loco rispetto alle specie solo sedentarie (es. Merlo), è sostenibile il fatto secondo cui attuare ad inizio agosto i tagli della vegetazione, sia una forma cautelativa per tutto il locale popolamento ornitico nidificante, che come visto ha fenologia prevalentemente stanziale e inizia dunque ancora prima a riprodursi».

Lo studio ha anche fornito indicazioni sulle altre specie presenti individuando per queste la direzione di taglio più idonea e prevedendo «alcuni semplici accorgimenti onde evitare di indirizzare gli animali verso “colli di bottiglia” (ovvero aree dove rischiano di rimanere intrappolati) o verso direzioni pericolose (es. le strade più trafficate). In questo modo i vari esem- plari avranno modo di allontanarsi per tempo e verso altre zone in grado di ospitarli».

Questa precauzione che è fondamentale per la tutela dell’avifauna di quest’area boscata, è uno degli elementi su cui il Parco ha posto maggior attenzione e che continuerà a monitorare. «Il taglio del bosco rappresenta un grande dispiacere, è evidente che si tratta di un sacrificio che il Parco non avrebbe mai voluto fare considerato che non solo lo ha piantato ma lo ha anche curato in questi ultimi trent’anni» dichiara Marzio Marzorati, Presidente del Parco Nord Milano, «affrontare il taglio di un bosco, nonostante la necessità dell’opera pubblica -determinata dallo studio complessivo di contenimento delle piene del Seveso di AIPO- risulta comunque un danno agli investimenti ambientali e naturalistici del Parco. Per questo motivo sono state richieste e ottenute in modo condiviso con i soggetti interessati nella procedura di mediazione ambientale, importanti compensazioni che possano ricostituire e ampliare nel perimetro del Parco nuove aree boscate. Comprendiamo profondamente il sentimento delle persone che vogliono preservare questo bosco, perché il Parco in questi anni ha sostenuto l’idea di partecipazione comunitaria alla bellezza e al valore della natura in città» continua il Presidente, «per cui, seppur vero che le aree boscate con le compensazioni previste aumenteranno e il bosco tagliato non tornerà dove è ora, il Parco si è impegnato perché la nuova opera idraulica sia il più possibile integrata nel paesaggio del suo territorio».