Gli animali

Lepidotteri

Con l’avanzare della bella stagione i prati e i boschi del parco si popolano di insetti discreti e affascinanti per forme e colori: le farfalle. Si tratta di insetti tra i più conosciuti ed appariscenti allo stadio adulto, mentre è meno nota la forma giovanile di larva, detta comunemente bruco, con la quale trascorrono la maggior parte del loro ciclo vitale. I bruchi di ogni specie si nutrono solo ed esclusivamente di determinate specie di piante (dette “nutrici”) e non di altre. Per questi motivi, maggiore sarà la presenza di piante presenti, più elevata potrà essere la diversità di farfalle che vi abita. Tra le farfalle più note troviamo:

  • il Podalirio (Iphiclides podalirius), farfalla di grosse dimensioni caratterizzata da una colorazione tendenzialmente bianca con righe verticali nere. Il bruco di questa specie è di colore verde. Le sue piante ospiti sono il prugnolo ed alcuni alberi da frutto.
  • il Macaone (Papilio machaon), simile nell’aspetto al Podalirio, ma di colore giallo paglierino barrato di nero. La larva ha una caratteristica colorazione a righe verticali verdi e nere punteggiate di rosso. Le sue piante nutrici sono la carota selvatica ed alcune specie erbacee della famiglia delle Ombrellifere.
  • la Vanessa atalanta (Vanessa atalanta), un lepidottero di colore bruno-nero, con bande rosso vivo e macchie bianche. A differenza di molte altre farfalle, si tratta di una specie migratrice le cui colonie europee vengono rifondate ogni anno da individui adulti provenienti dal Nord Africa.
  • l’Apatura ilia (Apatura ilia), una magnifica farfalla di dimensioni medio-grandi, dotata di una brillante colorazione iridescente rosa-violetta.

Altre specie di lepidotteri presenti nel parco sono: Pieris brassicae (Cavolaia maggiore), Artogeia napi (Navoncella), Artogeia rapae (Rapaiola), Colias crocea (Croceo), Gonepteryx rhamni (Cedronella), Lycaena phlaeas (Argo bronzato), Plebejus argus (Argo), Polyommatus icarus (Icaro), Inachis io (Vanessa io o occhio di pavone), Vanessa cardui (Vanessa del cardo), Polygonia c-album (Vanessa c-bianco), Issoria lathonia (Piccola madreperla), Coenonympha pamphilus (Panfilo), Pararge aegeria (Egeria), Lasiommata megera (Megera), Cacyreus marshalli (Licenide del geranio), Celastrina argiolus (Piccolo argus), Cupido argiades (Argiade), Melitaea didyma (Didima), Lampides boeticus (Lampide), Pieris napi (Pieride del navone), Pontia edusa,  Zygaena (Zigenide).

Per quanto riguarda gli Odonati, meglio noti come libellule, le specie presenti rilevate sono: Lestes viridis, Ischnura elegans, Ischnura pumilio, Coenagrion puella, Aeshna cyanea, Aeshna mixta, Anax imperator, Somatochlora metallica, Libellula depressa, Orthetrum albistylum, Orthetrum cancellatum, Crocothemis erythraea, Sympetrum fonscolombei, Sympetrum sanguineum, Sympetrum striolatum. 

 

Anfibi e Rettili

L’erpetofauna del Parco Nord ha una lunga tradizione, che risale agli anni Settanta e Ottanta. L’area dell’attuale Parco Nord Milano era infatti già nota allora in quanto ospitava ricche popolazioni di Rospo smeraldino (Bufotes balearicus) e, soprattutto, di un piccolo e innocuo rettile poco comune in Lombardia e piuttosto raro nella Pianura Padana lombarda, ove presenta una distribuzione frammentata: il Colubro liscio (Coronella austriaca). Queste importanti presenze hanno portato negli anni Novanta alla designazione del parco Nord Milano ad ARE – Area di Rilevanza Erpetologica in Lombardia da parte della SHI – Societas Herpetologica Italica. Inoltre il Servizio di Vigilanza del Parco ha in corso da anni attività di tutela di anfibi e rettili del Parco, prestando particolare attenzione al Rospo Smerladino, uno dei simboli dell’area protetta, nonché simbolo del tradizionale “Festival della Biodiversità” organizzato ogni anno dall’ente di gestione del Parco. A favore di tale specie sono state realizzate nuove pozze artificiali per la riproduzione e sono stati svolti interventi di salvataggio dei siti di deposizione delle uova che si stavano prosciugando, tramite trasferimento delle ovature in altre pozze. Da una indagine erpetologica condotta tra il 2009 e il 2011 nell’ambito del progetto “Connessione ecologica nel sistema delle aree protette del nord milanese”, ha permesso di rilevare un calo di presenza di Rospo smeraldino rispetto ai decenni passati, e per fronteggiare tale calo il Parco Nord Milano ha avviato una serie di ulteriori interventi di creazione di nuovi habitat e di mezza in sicurezza di habitat già esistenti, ma presentanti condizioni non ottimali alla riproduzione della specie, per esempio tramite la realizzazione di rampe di risalita in fontane aventi i bordi esterni lisci in cemento, non superabili dagli anfibi. Un altro anfibio di grande interesse naturalistico presente nel Parco (soprattutto nell’area ad ovest del Cimitero di Bruzzano) è rappresentato dalla Raganella italiana (Hyla intermedia) contraddistinta dal suo caratteristico verso. Una nuova specie di anfibio riscontrato nel Parco Nord Milano è il Tritone punteggiato (Lissotriton vulgaris), si tratta di un anfibio legato ai corpi idrici privi di pesci, in quanto questi ultimi sono predatori di uova e larve di anfibio. Il più comune degli anfibi è la Rana verde minore (Pelophylax synklepton esculentus), presente in modo particolare lungo il fossato posto nel settore sud-orientale dell’area protetta. Tra i rettili è presente una significativa popolazione di Ramarro occidentale (Lacerta bilineata), un sauro di discrete dimensioni e dalla colorazione verde smeraldo, particolarmente presente in contesti ecotonali quali siepi e fasce alberate. Molto più comune e di minori dimensioni è la Lucertola muraiola (Podarcis muralis), una specie che abita una gran diversità di ambienti quali boschi, cespugli, alvei fluviali, margini di colture, pietraie, muri a secco, ruderi e centri rurali ed urbani. La Natrice dal collare (Natrix natrix), invece, è un serpente tipicamente legato agli ambienti acquatici. Un altro serpente presente nel Parco è il Biacco maggiore (Hierophis viridiflavus), una specie dalla colorazione variabile tendenzialmente nerastra. Tutte le specie di serpenti presenti nel parco sono innocue per l’uomo. Una presenza poco gradita in termini ecologici nel Parco è rappresentata dalle Testuggini palustri nord americane (Trachemys scripta), presente in stagni e laghetti. Si tratta di classiche “tartarughe d’acqua”, che vengono tenute come animali da compagnia finché presentano dimensioni non eccessive e poi vengono abbandonate dai proprietari una volta che le dimensioni aumentano. Si tratta di una specie non europea, di origine nordamericana, la cui presenza nei nostri ambienti acquatici può creare seri problemi agli equilibri ecologici, poiché queste tartarughe si nutrono di uova e girini degli anfibi. Pertanto è illegale rilasciare in natura questi animali.

 

Uccelli

L’avifauna nidificante nel Parco include alcune specie di notevole interesse naturalistico e conservazionistico a livello europeo, in primo luogo i rapaci notturni appartenenti all’ordine degli Strigiformi come la Civetta (Athene noctua), in declino a scala europea, con la presenza di due coppie nidificanti nel boscato dietro la Cascina e nell’area ad ovest del Cimitero di Bruzzano, l’Assiolo (Otus scops) e l’Allocco (Strix aluco). Tra le specie degli ambienti aperti o semi-aperti è presente il Torcicollo (Jinx torquilla), un piciforme dal piumaggio fortemente mimetico, regolarmente presente nel Parco, la cui nidificazione è avvantaggiata dalla presenza di cassette nido e di numerosi fori di Picchio rosso maggiore (Dendrocopus major), infine i corvidi come la Cornacchia grigia (Corvus cornix), presente in modo numeroso, e la taccola (Coloeus monedula). Il Canapino comune (Hippolais polyglotta) è una specie legata ad aree di rimboschimento con piante di circa 4 anni di età. La Passera mattugia (Passer montanus), specie in declino in Italia ed in Europa, è anch’essa presente come nidificante all’interno del Parco. Durante il periodo migratorio, gli ambienti aperti sono frequentati da specie quali il Culbianco (Oenanthe oenanthe), lo Stiaccino (Saxicola rubetra), la Rondine (Hirundo rustica) e il Rondone (Apus apus). Per quanto concerne le specie forestali, una presenza significativa è data dallo Sparviere (Accipiter nisus), che nidifica nel Parco da alcuni anni, la Ghiandaia (Garrulus glandarius) ed il Cuculo (Cuculus canorus). Un’altra specie legata ai boschi è il Gufo comune (Asio otus). Fino a pochi anni fa la specie nidificava nel Parco con 1-3 coppie, e vi svernava con alcune decine di individui, ma è andata progressivamente incontro ad un declino per cause ancora da accertare, ma che potrebbero anche non essere legate al territorio del Parco. Risultano essere presenti nel Parco anche il Lodolaio (Falco subbuteo), il Falco pellegrino (Falco peregrinus), il Nibbio reale (Milvus milvus), lo Smeriglio (Falco columbarius), il Picchio nero (Dryocopus martius) ed il Picchio verde (Picus viridis). Relativamente agli ambienti acquatici, i laghetti del Parco ed il fiume Seveso ospitano alcune popolazioni nidificanti di Germano reale (Anas platyrhynchos), di Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus) di Migliarini di palude (Emberiza schoeniclus) e di Marzaiola (Anas querquedula). Questi habitat sono importanti da un punto di vista ecologico poiché rappresentano luoghi di sosta per le specie di uccelli migratrici. Sono inoltre stati rilevati anche il Tuffetto (Tachybaptus ruficollis) ed il Martin pescatore (Alcedo atthis) non nidificante. Durante il periodo migratorio, il Parco è interessato dalla presenza di specie non nidificanti, come l’Averla capirossa (Lanius senator), il Falco pescatore (Pandion haliaetus) e la Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides). Fra i Paridi, uccelli di piccole dimensioni che nidificano all’interno degli incavi degli alberi o nelle cassette nido, troviamo la Cinciarella (Cyanistes caeruleus), la Cinciallegra (Parus major) e la Cincia mora (Periparus ater).

 

Mammiferi

Tra i piccoli mammiferi presenti nel Parco è stata riscontrata la presenza del Riccio europeo (Erinaceus europaeus), della Talpa europea (Talpa europaea) e di roditori come l’Arvicola di Savi (Microtus savi), l’Arvicola terrestre (Microtus arvalis), il Surmolotto (Rattus norvegicus), il Topo selvatico (Apodemus sylvaticus) e il Topolino delle case (Mus domesticus). Per quanto riguarda i chirotteri (pipistrelli), invece, sono state rilevate 5 specie: il Pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus), il Pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii), il Pipistrello di Nathusius (Pipistrellus nathusii) e il Vespertilio (Myotis sp.). Fra i lagomorfi il Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus) è piuttosto comune così come il simile Silvilago o Minilepre (Silvilagus floridanus). Quest’ultima è una specie di origine americana, introdotta in Italia per fini venatori e facilmente confondibile con il Coniglio selvatico, che è invece una specie europea, dal quale si distingue per la presenza di orecchie più lunghe e la nuca di colore rossiccio, non si rifugia mai nella tana dopo la fuga ed è tendenzialmente solitario, a differenza del Coniglio selvatico che è più facilmente osservabile in gruppi. All’interno di Villa Manzoni è stata riscontrata la presenza del Ghiro (Myoxus glis). La Volpe (Vulpes vulpes) è presente in maniera stabile da alcuni anni e vi sono stati censiti fino a tre gruppi famigliari.